Negli ultimi decenni gli studi letterari sono stati attraversati da una profonda riconfigurazione teorica, determinata dal dialogo sempre più serrato con le scienze cognitive, le neuroscienze e le teorie degli affetti. In questo contesto, la narrazione non viene più intesa esclusivamente come struttura formale o dispositivo rappresentativo, ma come pratica cognitiva ed esperienziale, capace di organizzare il rapporto tra affetti, processi mentali e corporeità.
La cosiddetta svolta narrativa ha messo in luce come la narratività costituisca una dimensione fondamentale dell’esperienza umana: la mente opera attraverso connessioni crono-causali di episodi, trasformando eventi, stati interiori e contesti d’azione in sequenze dotate di senso. Raccontare e raccontarsi diventano così modalità primarie di orientamento cognitivo e affettivo, tanto nella vita quotidiana quanto nelle forme simboliche più complesse.
Parallelamente, lo sviluppo delle neuroscienze ha consentito di osservare i meccanismi cerebrali coinvolti nella percezione, nella produzione e nella ricezione delle narrazioni, evidenziando il ruolo centrale dell’empatia, della simulazione mentale e dell’incarnazione (embodiment). La narrazione letteraria si configura, in questa prospettiva, come uno spazio in cui stati emotivi e cognitivi non sono soltanto rappresentati, ma attivati e resi esperibili per il lettore.
In questo quadro si collocano la critica cognitiva, la neuronarrazione e gli affect studies, insieme a prospettive affini che interrogano la letteratura come luogo di mediazione tra disposizioni biologiche condivise e forme culturali storicamente determinate. Il romanzo italiano, in particolare tra Novecento e contemporaneità, rappresenta un laboratorio privilegiato per indagare tali dinamiche, mettendo in scena soggettività attraversate da intensità affettive, fratture cognitive, esperienze corporee estreme e tentativi di riorganizzazione narrativa del senso.
Obiettivi del numero
Il numero monografico intende esplorare il romanzo italiano come dispositivo affettivo-cognitivo, capace di articolare l’esperienza umana attraverso specifiche configurazioni narrative, stilistiche e formali. L’obiettivo è mostrare come la narrazione letteraria non si limiti a rappresentare emozioni e stati mentali, ma contribuisca attivamente a modellare l’esperienza, a strutturare l’empatia e a rendere condivisibili vissuti complessi, spesso legati a crisi, discontinuità e trasformazioni del soggetto. Il numero mira inoltre a favorire un confronto metodologicamente rigoroso tra approcci letterari e modelli provenienti dalle scienze cognitive e neuroscientifiche.
Possibili ambiti tematici (non esaustivi)
La prospettiva adottata privilegia un approccio interdisciplinare consapevole, capace di valorizzare la specificità letteraria senza rinunciare al confronto con i modelli cognitivi e neuro-scientifici.
Bibliografia di riferimento (orientativa)
Gli autori e le autrici sono invitati a inviare a joanna.janusz@us.edu.pl :
Gli abstract selezionati saranno invitati a presentare il contributo completo.
Lingue accettate: Italiano
Scadenze (indicative)