“La musica è inestimabile in quanto ultimo
strumento di entusiasmo, potenza propulsante ed elevatrice,
quando trova lo spirito predisposto ai suoi effetti.
Ma deve essere preceduta dalla letteratura.
Da sola la musica non spinge avanti il mondo.
La musica sola è pericolosa.”
Thomas Mann La montagna incantata
“La vera musica conduce
all'estasi intellettuale e spirituale,
anche se si tratta di un'estasi nata dalla tensione armonica”
Arnold Schönberg Lettere e saggi sulla musica 1910-1930
Il progetto nasce dall’intento di sostituire il pathos monumentale con categorie come la gioia e l’entusiasmo. L’estasi in musica inverte la malinconica gravità dei suoni verso illuminazioni frenetiche, significati trasgressivi e profondi. Il contrario di “musica classica” non coincide con “musica meno colta o meno seria”, bensì con una musica “estaticamente commovente”, capace di emanare un radioso senso di suono-nel-mondo. Un’analisi delle forme e delle varietà dell’“estasi musicale” ne rivela l’eterogeneità strutturale. Le estasi fondate su masse sonore statiche, costruiscono spazi acustici la cui densità o stabilità monotona evoca un senso di atemporalità e disincarnazione.
Le estasi ritmiche impiegano la modalità e la ripetizione delle pulsazioni per condurre, attraverso la trance strutturale, a una riorganizzazione della percezione temporale. Le estasi melodiche, armoniche e vocali, a loro volta, sono costituite da vettori direzionali culminanti, tensioni che conducono a epifanie, illuminazioni e momenti sacri di rivelazione. Nella musica rock, e più in generale nei linguaggi della musica popolare, tali strategie subiscono ulteriori trasformazioni: dalla furia dionisiaca e dal caos espressionista alle micrologie riduttive del silenzio, in cui “andare oltre se stessi” assume la forma di un’intensa introspezione. La performance concertistica e la ricezione collettiva amplificano ulteriormente questo potenziale: l’estasi diventa non solo un effetto compositivo, ma anche un evento somato-estetico in cui il corpo dell’ascoltatore partecipa attivamente alla co-creazione del significato musicale.
Intese in questo modo, le “estasi in musica” non costituiscono una categoria puramente metaforica, ma uno strumento analitico capace di cogliere le relazioni dinamiche tra struttura sonora, contesto culturale ed esperienza dell’ascoltatore. Emergono così molteplici traiettorie attraverso cui la musica, indipendentemente dal genere, realizza il suo potenziale trasgressivo, fenomenologico e ontologico, contribuendo così a una lunga tradizione di ricerca sulla trasgressione come dimensione costitutiva dell’arte.
Inoltre, i nostri interessi di ricerca non si limitano a testi di musicologi e artisti specializzati in singoli strumenti musicali affiliati alle università. Accogliamo anche articoli di studiosi di letteratura e cultura, così come di ricercatori di altre discipline interessati all’esperienza estatica in diversi “mondi musicali”. I contributi possono spaziare dai classici della musica antica, a progetti operistici e grandi sinfonie, fino alle sperimentazioni del rock progressivo (come ad esempio quelle dei King Crimson) e alle stravaganze della techno/house/electro/rave (EDM).
La pubblicazione degli articoli sulla nostra rivista è gratuita e i testi sono pubblicati in modalità open access. Ecco l’indirizzo del sito web:https://journals.us.edu.pl/index.php/flit/index
Qualora fosse interessata/o a partecipare al progetto, La preghiamo di confermare quanto prima la Sua disponibilità e di inviare una proposta preliminare del contributo. Gli articoli completi dovranno pervenire entro il 15 settembre 2027. La lunghezza consigliata del testo è di massimo 15 pagine (bibliografia inclusa). I testi possono essere redatti in lingua polacca, italiana o inglese. Le proposte dei contributi dovranno essere registrate sul sito Open Journal System platform of the University of Silesia in Katowice. Per qualsiasi chiarimento relativo alla procedura di invio dei testi, siete pregati di contattarci al seguente indirizzo:
Redattori scientifici del numero:
Arianna Savall (Zurich Università delle Arti)
Agnieszki Budzińska-Bennet (Schola Cantorum Basiliensis)
Vittorio Ghielmi (Mozarteum Università di Salzburg)
Petter Udland Johansen (Hirundo Maris)
Ireneusz Gielata (Università della Slesia a Katowice)
Mariusz Jochemczyk ( Università della Slesia a Katowice)
Miłosz Piotrowiak ( Università della Slesia a Katowice)
Artur Malke (All’Improvviso International Festival)