Giovanni Paolo II nelle encicliche sociali: Laborem exercens, Sollicitudo rei socialis e Centesimus annus definisce il deposito della fede della Chiesa sul tema dell’uomo e della sua dignità in rapporto alla vita del mondo. Il Papa si occuppa delle questioni: personalità dell’uomo e sua realizzazione in relazione a Dio e al mondo, comunità dell’umanità, santità del matrimonio e della famiglia, civilizzazione della morte, pace come bene fondamentale del mondo, primato della cultura spirituale sulla tecnica, primato della persona sulle cose, primato del lavoro sul mercato, senso di verità, bontà e bellezza, primato dell’amore sulla giustizia. L’uomo contemporaneo è oggi una persona smarrita,che vive tra la difficoltà del presente e la paura del futuro; è una persona tormentata dall’egoismo e dalla debolezza della natura. Il pensiero di Giovanni Paolo II punta sulla idea del ritorno alla fonte della vita che è Dio, il Creatore e il Salvatore dell’uomo. Con grande ottimismo indica la necessità del rinnovamento della dignità dell’uomo e del suo posto nella comunità dell’umanità. Lo sviluppo di questo processo dipende dal ruolo attribuito alla libertà nella dimensione della verità. „L’uomo come via della Chiesa” (CA, 53) è per Giovanni Paolo II „non strumento”, ma „il posto”, dove si realizza la salvezza offerta dalla missione della Chiesa. Perciò l’umanità deve cercare nella Chiesa e in Cristo i veri valori della vita quotidiana. L’uomo creato all’imagine di Dio ha allora la possibilità del ritorno sulle vie della vita divina e per questo alla vera fonte della sua dignità.
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Tom 36 Nr 1 (2003)
Opublikowane: 10.02.2021

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