Questo testo si propone di analizzare il ruolo delle preposizioni italiane e polacche nel processo di percezione del mondo o, in questo caso, di un confronto tra i due sistemi linguistici e concettuali. Le preposizioni sono elementi lessicali trattati in modi diversi negli studi linguistici: alcuni ricercatori sostengono che la preposizione sia semanticamente vuota, anzi, la sua funzione sia quella di unire due elementi o strutture linguistiche in una frase; altri dicono che abbia alcune caratteristiche semantiche. Esistono molti esempi di espressioni in italiano e polacco (o in altre lingue) in cui le frasi preposizionali differiscono nelle traduzioni, ossia alcune preposizioni sono intraducibili (non hanno un equivalente lessicale) e alcune non vengono tradotte con l'uso dei loro cosiddetti equivalenti. In alcune lingue naturali le preposizioni sono usate meno frequentemente o offrono maggiori possibilità di utilizzo, oppure una data lingua fornisce altri strumenti linguistici per esprimere lo stesso significato.
In questo contributo la base per le considerazioni è principalmente la teoria della Grammatica Cognitiva di Ronald W. Langacker (1987, 1991a, 1991b, 1995, 2000, 2008), con la sua nozione centrale di “construal” (precedentemente nota come “imagery” ), e le sue dimensioni, in particolare la prominenza con la distinzione dell'allineamento traiettore/landmark. L'analisi delle preposizioni, indipendentemente dalla lingua esaminata, può essere vasta e complessa; pertanto, qui presenteremo esempi (in italiano e polacco) di espressioni selezionate, ovvero quelle più interessanti e contrastanti.