Fabrica e officina, due intriganti parole latine, sono spesso unite nell’amoroso legame grammaticale con un termine caro ad ogni filologo: litteraria. Questo legame è ben noto agli studiosi che si occupano del rinascimento europeo, probabilmente l’ultima epoca nella quale si credeva nel valore pratico dell’arte. La relazione tra questi due termini, apparentemente distanti, è in grado di unire due elementi culturali: il potere della produzione funzionale della fabbrica e la forza della creatività intellettuale. Il mezzo attraverso cui questi due elementi riescono a trovare un punto d’incontro è la lingua, la quale è in grado di collegare mondi sovrani, regni alteri, che solitamente si ignorano, che non hanno nulla in comune ed addirittura si voltano le spalle.
La combinazione di queste due parole che ritroviamo nel nome della rivista determina il sentiero della ricerca: il scoprire il potenziale innovativo del pensiero nei testi letterari e l’essenza produttiva della modernità che cambia in modo permanente “l’officina” dell’umanista. Sebbene il campo di ricerca (riguardante il confine tra letteratura e cultura polacca e la letteratura e cultura italiana) sia ben definito, quello che ci interessa nello specifico è l’“aspetto e il momento” comparativo del processo di ricerca. Ovvero il modo in cui tutte le circostanze rivelano il loro carattere “trans mediale” e appartengono alle inseparabili, “parallele, definite da Henry Remake, zone dell’espressione umanistica”. Tuttavia la ricerca contestuale rimane il requisito inalienabile dell’umanistica moderna.
La rivista è composta da diverse sezioni: fisse, cicliche e quelle che saranno pubblicate in maniera saltuaria. Nelle sezioni fisse abbiamo Articoli e dissertazioni e Varia. In quelle cicliche ci saranno
Nella sua struttura formale, la rivista contiene le sezioni obbligatorie, cicliche e essenziali, nonché quelle che vi saranno presenti in modo irregolare. Il primo gruppo include i seguenti moduli: Articoli e dissertazioni e Varia. Il secondo: Traduzioni, Presentazioni, Cronaca e Discussioni, commenti, glossi. Ogni edizione della rivista, nella sezione Articoli e dissertazioni presenterà il tema monografico prestabilito.
La rivista è disponibile online.
Biblioteka Nauki
ICI World of Journals
ERIH Plus
DOAJ - Directory of Open Access Journals
2026-03-13
“La musica è inestimabile in quanto ultimo
strumento di entusiasmo, potenza propulsante ed elevatrice,
quando trova lo spirito predisposto ai suoi effetti.
Ma deve essere preceduta dalla letteratura.
Da sola la musica non spinge avanti il mondo.
La musica sola è pericolosa.”
Thomas Mann La montagna incantata
“La vera musica conduce
all'estasi intellettuale e spirituale,
anche se si tratta di un'estasi nata dalla tensione armonica”
Arnold Schönberg Lettere e saggi sulla musica 1910-1930
Il progetto nasce dall’intento di sostituire il pathos monumentale con categorie come la gioia e l’entusiasmo. L’estasi in musica inverte la malinconica gravità dei suoni verso illuminazioni frenetiche, significati trasgressivi e profondi. Il contrario di “musica classica” non coincide con “musica meno colta o meno seria”, bensì con una musica “estaticamente commovente”, capace di emanare un radioso senso di suono-nel-mondo. Un’analisi delle forme e delle varietà dell’“estasi musicale” ne rivela l’eterogeneità strutturale. Le estasi fondate su masse sonore statiche, costruiscono spazi acustici la cui densità o stabilità monotona evoca un senso di atemporalità e disincarnazione.
Le estasi ritmiche impiegano la modalità e la ripetizione delle pulsazioni per condurre, attraverso la trance strutturale, a una riorganizzazione della percezione temporale. Le estasi melodiche, armoniche e vocali, a loro volta, sono costituite da vettori direzionali culminanti, tensioni che conducono a epifanie, illuminazioni e momenti sacri di rivelazione. Nella musica rock, e più in generale nei linguaggi della musica popolare, tali strategie subiscono ulteriori trasformazioni: dalla furia dionisiaca e dal caos espressionista alle micrologie riduttive del silenzio, in cui “andare oltre se stessi” assume la forma di un’intensa introspezione. La performance concertistica e la ricezione collettiva amplificano ulteriormente questo potenziale: l’estasi diventa non solo un effetto compositivo, ma anche un evento somato-estetico in cui il corpo dell’ascoltatore partecipa attivamente alla co-creazione del significato musicale.
Intese in questo modo, le “estasi in musica” non costituiscono una categoria puramente metaforica, ma uno strumento analitico capace di cogliere le relazioni dinamiche tra struttura sonora, contesto culturale ed esperienza dell’ascoltatore. Emergono così molteplici traiettorie attraverso cui la musica, indipendentemente dal genere, realizza il suo potenziale trasgressivo, fenomenologico e ontologico, contribuendo così a una lunga tradizione di ricerca sulla trasgressione come dimensione costitutiva dell’arte.
Inoltre, i nostri interessi di ricerca non si limitano a testi di musicologi e artisti specializzati in singoli strumenti musicali affiliati alle università. Accogliamo anche articoli di studiosi di letteratura e cultura, così come di ricercatori di altre discipline interessati all’esperienza estatica in diversi “mondi musicali”. I contributi possono spaziare dai classici della musica antica, a progetti operistici e grandi sinfonie, fino alle sperimentazioni del rock progressivo (come ad esempio quelle dei King Crimson) e alle stravaganze della techno/house/electro/rave (EDM).
La pubblicazione degli articoli sulla nostra rivista è gratuita e i testi sono pubblicati in modalità open access. Ecco l’indirizzo del sito web: https://journals.us.edu.pl/index.php/flit/index
Qualora fosse interessata/o a partecipare al progetto, La preghiamo di confermare quanto prima la Sua disponibilità e di inviare una proposta preliminare del contributo. Gli articoli completi dovranno pervenire entro il 15 settembre 2027. La lunghezza consigliata del testo è di massimo 15 pagine (bibliografia inclusa). I testi possono essere redatti in lingua polacca, italiana o inglese. Le proposte dei contributi dovranno essere registrate sul sito Open Journal System platform of the University of Silesia in Katowice. Per qualsiasi chiarimento relativo alla procedura di invio dei testi, siete pregati di contattarci al seguente indirizzo:
Redattori scientifici del numero:
Arianna Savall (Zurich Università delle Arti)
Agnieszki Budzińska-Bennet (Schola Cantorum Basiliensis)
Vittorio Ghielmi (Mozarteum Università di Salzburg)
Petter Udland Johansen (Hirundo Maris)
Ireneusz Gielata (Università della Slesia a Katowice)
Mariusz Jochemczyk ( Università della Slesia a Katowice)
Miłosz Piotrowiak ( Università della Slesia a Katowice)
Artur Malke (All’Improvviso International Festival)
2025-07-08
La Redazione informa che è aperta la selezione dei testi per il prossimo numero della nostra rivista. È possibile inviare articoli scritti in polacco, in italiano o in inglese. Invitiamo cordialmente tutti gli Autori interessati a collaborare con la nostra rivista!
N. 2(10) (2025)
Pubblicato: 2025-10-31
10.31261/FLPI